Alternativa alla pizza: ecco la storia della pinsa

Nell’ultimo anno le vendite della pinsa romana, fresca e surgelata, sono accresciute del 43%. Il giro d’affari oltrepassa i 63 milioni di euro l’anno, al punto che sta richiamando sempre più imprenditori che prendono la decisione di investire su tale prodotto caratteristico romano in alternanza alla pizza. 

Parliamo effettivamente di un mercato in forte e continua estensione. Difatti, il 2024 potrebbe essere l’anno della pinsa romana. Taleprodotto caratteristico romano si è documentato la nuova fiamma del settore della ristorazione italiana, prendendo sempre più maggior successo non soltanto in Italia ma anche all’estero. La parola pinsa discende dal verbo latino pinsere che vuol dire allungare, ma anche distendere. 

Alternativa alla pizza: ecco la storia della pinsa

La ricetta discende da un’arcaica preparazione rievocante i tempi degli antichi Romani, anche se nei giorni nostri è stata ultimata sia la tecnica che gli stessi ingredienti. Parliamo in qualsiasi caso di una ricetta del folclore contadino che presumeva l’utilizzo di svariati cereali come miglio, orzo, farro, sale e aromi differenti per concretizzare delle focacce schiacciate.

La pinsa romana è un fermentato dal sapore e dall’aspetto tipico. Si differenzia dalla pizza caratteristicanapoletana perché possiede una forma ovale e non tonda e per la sua croccantezza. Parliamo di un prodotto molto digeribile che presume l’utilizzo di un mix di farine e la farina di frumento, farina di riso, farina di soia e pasta madre. La pinsa è scricchiolante fuori e morbida all’interno ed è proprio tale contrasto a farla essere super buona al palato.

Come per la pizza napoletana, oggi anche la pinsa è tutelata e possiede un suo disciplinare. Troviamo anche l’Associazione Originale Pinsa Romana ed è stata anche ideata la versione gluten free, cioè senza glutine. E’ possibile provare la pinsa romana non soltanto a Roma, ma anche in molte pizzerie in Campania e in tutta Italia. Sul mercato vi sono anche già delle basi abbattute surgelate di tale lievitato che possono essere unicamente farcite a piacimento, se volete potete gustare tale prodotto a casa per una serata con amici.

Come per la pizza rotonda napoletana, anche tale lievitato romano possiede un’infinità di assaggi tra cui scegliere. Potete provare salse a crudo come mortadella e burrata o anche mortadella, crema di pistacchio e granella di pistacchio o anche speck e gorgonzola o per di più anche del prosciutto crudo e patate. 

Molto buona anche la pinsa con ricotta e pomodori datterini o anche quella con mozzarella di bufala e zucchine. Tra le variabili più particolari chiamate anche gourmet troviamo anche quella con porchetta di Ariccia.

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